Tiblisi mostra i muscoli all’Ossezia del Sud

di Andrea Perrone

Si fa più duro lo scontro fra la Georgia e la Repubblica indipendentista dell’Ossezia del Sud a causa delle provocazioni di Tiblisi. Numerosi sono stati i morti e i feriti in una serie di combattimenti avvenuti la notte scorsa fra le truppe georgiane e quelle della Repubblica indipendentista, intensificatisi dal weekend scorso. Il presidente georgiano, il filo-atlantico Mikhail Saakashvili – fautore dell’ingresso del suo Paese nella Nato in chiave antirussa – ha dichiarato che la Georgia non vuole una guerra. Ma le dichiarazioni di Saakashvili non ha avuto il giusto seguito. Infatti, nella giornata di ieri “scontri su larga scala” si sono avuti in tutta la regione. Ne ha dato notizia il ministero degli Esteri georgiano, precisando che i ribelli hanno distrutto un mezzo blindato. “Al momento sono in corso scontri su larga scala nei pressi del Paese di Avevi”, ha osservato all’Afp il portavoce Shota Utiashvili, riferendosi ad un’area controllata da Tbilisi nell’Ossezia del Sud. “Un mezzo blindato è stato distrutto dai miliziani dell’Ossezia del sud vicino al Paese un’ora fa e tre caschi blu georgiani sono rimasti feriti”, ha aggiunto.

Tbilisi ha attribuito – come al solito – a Mosca “l’intera responsabilità” degli scontri registrati la notte scorsa in Ossezia meridionale in cui sono rimasti coinvolti dei militari georgiani. “È dal territorio russo, attraverso il tunnel di Roki, che i mercenari e le armi usate per attaccare villaggi pacifici della regione di Tskhinvali, continuano a penetrare in Georgia”, è scritto in un comunicato del Ministero degli Esteri a Tiblisi. “L’assistenza militare offerta al regime criminale del territorio separatista dalla Federazione russa, in violazione di tutti gli accordi, non può essere valutata in nessun altro modo se non come un altro atto di aggressione contro la Georgia”, ha proseguito il comunicato. Strategie queste che corrispondono invece alle volontà deliberate dell’impero a stelle a strisce di creare tensioni con la Russia per favorire l’ingresso della Georgia nella Nato. La Russia ha invece accusato Tiblisi di voler preparare una guerra in Ossezia meridionale. Il tutto naturalmente con il placet di Washington che continua a dispiegare forze armate e infrastrutture militari ai confini della Russia. Non è chiaro ancora il numero delle vittime degli scontri. L’agenzia di stampa dell’Ossezia meridionale ha denunciato che Tbilisi ha dispiegato un nuovo contingente militare alla frontiera da cui sono stati bombardati diversi villaggi nella zona della capitale, Tskhinshvali. In serata comunque il presidente georgiano ha proclamato il cessate il fuoco e ha proposto negoziati per trovare una soluzione pacifica. Un preteso questo per continuare a fare gli interessi di Washington nella regione.

Le tensioni fra l’ex repubblica sovietica della Georgia e le sue due regioni separatiste dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia, sul Mar Nero, sono aumentate negli ultimi mesi. Entrambe le regioni si sono separate dalla Georgia nei primi anni Novanta. Entrambe godono del sostegno politico e finanziario di Mosca e la grande maggioranza dei residenti hanno la cittadinanza russa.La crisi tra Georgia e Ossezia del Sud si è intensificata lo scorso fine settimana ed è legata all’importante via di transito che questa costituisce per le esportazioni di petrolio e gas dal Mar Caspio. Venerdì, alcuni scontri a fuoco hanno causato la morte di sei osseti e il ferimento di una trentina di persone, tra osseti e georgiani. A seguito dei disordini, le autorità hanno iniziato ad evacuare la popolazione civile verso la Russia. Nei giorni scorsi fonti russe avevano messo in guardia il governo di Tiblisi dal compiere nuovi attacchi nei territori della Repubblica filo-russa. L’ambasciatore speciale di Mosca, Yuri Popov aveva dichiarato che “la Russia non rimarrà indifferente alla continua escalation di violenza in Sud Ossezia considerando anche che dei cittadini russi vivono proprio nella zona di guerra”. La notizia era stata riferita dall’agenzia di stampa Interfax che aveva raccolto le dichiarazioni del diplomatico. Secondo i leader delle Repubbliche indipendentiste, la capitale Tskhinvali era stata attaccata deliberatamente dall’esercito georgiano con l’obiettivo di provocare vittime civili.

08/08/08

Fonte: Rinascita Balcanica

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