Archivio per Giugno, 2009

Embé?

Posted in Libero pensiero on 22 Giugno 2009 by europanazione

e_veronica_che_deve_scusarsi_con_me

di Gabriele Adinolfi

Metti che tutto quello che ci dicono da Bari sia vero

Di che parliamo? Di hostess assunte a pagamento per i ricevimenti, cioè di quanto accade a tutti gli incontri pubblici e privati in Italia e nel mondo. E ci spiegate che ci sarebbe di tanto strano se “scoprissimo” che questo succede anche ai ricevimenti di Berlusconi?

Mi domando perché mai ci si concentri sulle sortite delle fanciulle e delle dame (alcune sono di antico pelo) che guaiscono alla luna bramose di fama non appena qualcuno offre loro un riflettore. Mi chiedo come ci si possa accapigliare per i loro outing senza chiedersi neppure di cosa si stia disquisendo: di aria fritta.

Ma io vi conosco, io so cosa pensate: voi suggerite che lì le hostess sarebbero osé e piccanti. Insomma: Berlusconi mandrillo! E subito chi a tirargli le pietre e chi a difenderlo ma non altrimenti che dicendo “non è vero”. Ma cambiamo gioco, cambiamolo questo sordido gioco, e poniamo che sia tutto vero.

E allora? Si può pure essere contro Berlusconi, ce ne sono di motivi: dalla poca attenzione all’economia sociale alla lontananza governativa dalle morti bianche, dalla mediocrità delle squadre politiche alla presenza di piatti Yes Men proni davanti a tutti gli arroganti, come il ministro Ronchi, dalla retorica liberista a quella conformista. Ne ha Berlusconi di difetti da fustigare; a ben vedere tutti quei difetti li ha in comune con ognuno degli altri politici mentre quello che ha di originale, talvolta di notevole, agli altri non appartiene affatto. Ed è per questo che il Berlusconi IV ha assunto alcuni aspetti interessanti in politica estera, energetica, interna e costituzionale che non si vedevano più dai tempi di Craxi. Molto per alcuni, poco per altri. I primi magari si accontentano di poco, i secondi fanno paragoni non tra quello che c’è ma tra il reale e l’immaginario.

Insomma si può essere contro Berlusconi ma di sicuro non per questo, per questa prova d’italianità e di latinità da Anni Trenta e da Belle Epoque.

Lo so che da oltre sessant’anni siamo abituati a essere rappresentati da pallidi lascivi che sbavano al buio, privi di vigore e vitalità, gente che fa sesso esattamente come ruba: nascondendosi e guastando con lo spirito e l’alito fetido tutto quello che tocca.

C’è il silenzio a coprire ogni loro malattia che poi è quella che ha rovinato la nostra terra, una delle più vive del pianeta, oramai avvizzita tra le dita ingiallite e aggrinzite dei politici del post/fascismo.

Capisco che avendone perso la sana abitudine, sanguigna, italica e romagnola, ci stupiamo di avere di nuovo un premier che non sia un moralista ipocrita ed esangue malaticcio. Ma via, siamo seri: chi mai preferirebbe il sanatorio dei falsi all’eventuale bordello degli allegri? Aprite le finestre e fate cambiare aria, scacciate microbi, larve, puritani, moralisti e moscerini!

Fonte: NoReporter

Si uccide così

Posted in Libero pensiero on 5 Giugno 2009 by europanazione

ROGO

di Gabriele Adinolfi

Hanno versato cinque litri di benzina sulla soglia di Casapound Bologna, questo alle quattro e tre quarti di mattina; si erano intrufolati dai vicini giardinetti, dopo aver troncato le due reti di ricenzione dei vicini di casa. Sono rimasti in appostamento a lungo perché Alex Vigliani, il dirigente di CPI-Bologna, era al computer con la luce accesa e volevano prenderlo nel sonno. Quando ha raggiunto Giorgia, la sua donna incinta, nella stanza vicina, gli eroi hanno pensato di attendere che si addormentasse per completare con successo l’azione omicida. Hanno atteso una ventina di minuti e poi hanno dato fuoco alla tanica. Alex però non dormiva ancora, si è reso subito conto dell’incendio appiccato alla porta ed è intervenuto. Memore della strage che costò la vita ai fratelli Mattei, rei contro il cielo per essere proletari fascisti, ha avuto la prontezza di spirito di non aprire la porta, cosa che, come a Primavalle, avrebbe fatto divampare l’incendio e ha invece provato a spegnere il focolaio versando acqua da dentro a fuori da sotto lo stipite, ignaro della quantità di benzina che stava per ardere. Visto che non riusciva a spegnerlo, si è avviato al balconcino da cui ha fatto uscire Giorgia ed è uscito quindi lui. La tanica di benzina è quasi subito esplosa. Il fuoco ha distrutto legno e plexigas provocando esalazioni di fumo che avrebbero certamente ucciso per asfissia la coppia e il bambino nel grembo di lei se solo Alex si fosse addormentato. Questo è quanto è accaduto a Bologna, il punto apicale, per ora, di un crescendo d’idiozia criminale.

Potremmo

Potremmo tranquillamente perderci in una retorica che non risulterebbe infondata. Potremmo evidenziare il fatto che gli incendiari notturni hanno dei precisi modelli tra cui spicca quel Lollo impunito per la più schifosa strage degli anni Settanta. Potremmo rammentare che uccidere un bambino in grembo è stata cosa frequente durante le ardite stragi partigiane, e che ordinare di uccidere quello di Luisa Ferida non impedì a Sandro Pertini di diventare addirittura Presidente di questa Repubblica. Potremmo sciorinare il rosario della vigliaccheria degli assassinii partigiani e neopartigiani e, prima ancora, canaglieschi consumati dal 1919 al 1922. Anzi fino al 1925 perché i sicari continuarono fino ad allora nella piena impunità. Potremmo dire che odio e vigliaccheria, assassinio e strage sono elementi inscindibili dell’anima comunista. Potremmo, ed avremmo molti più elementi a suffragio di questa tesi di quelli che hanno i sobillatori dell’antifascismo, i demonizzatori del “nero”. Potremmo. Ma siamo di un altro avviso, forse, direbbe De André, di un’altra razza. E ricordiamo. Ricordiamo combattenti di un altro tipo. Nella guerra civile spagnola, come negli anni Settanta. Ci sono stati comunisti dignitosi, coraggiosi, rispettosi e guerrieri. Non sono tutti come queste escrescenze di rampolli della borghesia viziata.

Vogliamo

Tuttavia ci sono individui così e collettivi così. Perdono ogni giorno velocità, credito e peso. L’antifascismo dell’odio e nell’odio, l’antifascismo come teologia che distoglie dai problemi reali, funziona sempre di meno. Gli antifa sono ogni giorno più emarginati a sinistra, meno seguiti, meno accettati. Ciechi, sordi, stupidi, paleolitici e devianti, non hanno che scarsissimo seguito. Ma meno hanno seguito più s’incattiviscono, più s’incattiviscono e più provano a delinquere. Chiunque abbia un briciolo di onestà intellettuale e di obiettività deve riconoscere ai fascisti di oggi di essere riusciti, almeno fino ad ora, a impedire che il giochino dell’azione-reazione portasse allo scontro frontale e alla riproposizione degli anni di piombo. Due attentati ai Cutty Sark, la totale devastazione di Cuore Nero, le tentate aggressioni, le provocazioni, le minacce di morte, hanno sempre sortito come unica risposta la festa e la politica. Ed è accaduto tutto ciò – è bene che si sappia e che si ricordi – quando i rapporti di forza sia in piazza sia in politica erano, come sono, del tutto favorevoli ai fascisti. E se per gioco ci volessimo attenere ai teoremi patologici degli antifa dovremmo dire che questo è accaduto e accade in un momento in cui le istituzioni sarebbero conniventi, di copertura… Mai, in nessun caso, i fascisti hanno reagito colpendo, pur avendo la motivazione e la forza per farlo. Questo è bene che si ricordi e, soprattutto, che non si cerchi di negarlo, nasconderlo o sminuirlo. Di più, di meglio, francamente ai fascisti non si può chiedere per evitare una riedizione di anni sanguinosi.

E voi?

E’ a sinistra che si deve – e sottolineo si deve – intervenire e con prontezza. Non basta delegittimare gli idioti sanguinari. Perché nella sinistra “antagonista” in tutta Italia ci sono cinque o seimila tra simpatizzanti e attivisti tuttora prede di discorsi dementi.
E ci sono ancora, appollaiati nei posti istituzionali (magistratura, giornali, scuole) almeno venticinquemila cariatidi sovietiche ammalate di pregiudizi odiosi, invischiate in complicità velenose e colme di mala fede.

Tutto questo, pur sommato, politicamente fa quasi nulla. Ma è un humus sufficiente: basta che una trentina di individui si mettano ad esagerare perché le cose trascendano sul serio. E non si può attendere il primo morto per porsi il problema. Non si può far finta di niente, il passato, remoto per alcuni ma ancor fresco per molti di quelli che a sinistra contano, c’insegna come si scatenano le guerre civili. Ognuno deve – e ribadisco deve – prendere chiaramente posizione. Se vuole evitare di far scannare tra loro dei giovanissimi per la maggior gloria e il più gonfio portafoglio di qualche fallito che fa il politicante non può limitarsi a prendere le distanze con diversi gradi di omertà. Ha l’obbligo di fare contropropaganda, di ridicolizzare e non alimentare in alcun modo la demenza antifa (che, ribadisco, non significa l’essere antifascisti ma il predicare la teologia dogmatica e mortifera di un satanismo su misura provocando odio e giustificazione dell’omicidio). La palla, signori e compagni, sta a voi. Noi, che continueremo a festeggiare e a fare politica anche stavolta, di più non possiamo davvero. Vediamo ora quello che sapete fare. E se non lo fate, e in fretta, non veniteci poi a fare la morale perché è nella reticenza, nella connivenza passiva e senza alcun coinvolgimento diretto, è nel laisser faire che si è veramente assassini, molto di più che premendo un grilletto o consumando una strage vigliacca.

Fonte: NoReporter

Alcune riflessioni sulle elezioni europee

Posted in Libero pensiero on 3 Giugno 2009 by europanazione

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di Hans Vogel

All over Europe, voter interest in the upcoming European parliamentary elections is lukewarm to say the least. Although some 80% of all legislation in the “EU” member states is made in Brussels (seat of the European Commission and most European bureaucrats) and Strasbourg (where the European Parliament meets once a month), most voters still seem oblivious of this reality. Apparently, most Europeans continue to believe it is parliament of the nation state of which they hold citizenship, that basically holds power. How wrong they are!

Actually, most decisions that are affecting their lives are taken by the European Commission, a small group “Eurocrats” appointed (not elected!) to govern Europe. The European Parliament, elected, it is true, in a democratic way, exerts hardly any form of control over the Commission. It does (in theory) have the power of voting down the Commission in case it would commit serious political mistakes or in case it would act against the wishes of the majority in the European Parliament. However, the parliament cannot initiate legislation, which is a key democratic right.

Thus, we have the painful situation that voters actually have a chance to vote democratically for a parliament that in itself has no democratic powers. No wonder there is such scant interest, since most people realise they are being fooled. No amount of “EU” propaganda urging people to vote can remedy this. It will be a miracle if more than about 30% of the voters will actually cast their ballot. In many countries, perhaps some 20% will vote.

It is probably best to compare the European Parliament to the parliament of some 19th-century European nation before the major democratic breakthroughs of the 1880s and 1890s had been achieved.

European countries (those who are members at the same time of the “EU”, NATO, the WTO, the UN and all its derivatives) are no longer sovereign states.

-Their trade policies are determined by the WTO

-Their defence policies are determined by the US government at Washington, which dictates all of NATO’s decisions

-Their agricultural, environmental, industrial, transportational and national security policies are all determined by the “EU,” especially by the European Commission.

-As for those who joined the Euro zone, even their monetary policy is no longer subject to sovereign control, as it is set by the ECB at Frankfurt.

Since the collapse of the New York WTC towers in 2001 (the US equivalent of the burning of the Reichstag in Berlin in 1933) the European Commission has heeded US demands to create a climate of fear by joining the “War on Terror”. Trampling on the democratic rights of Europe’s citizens by subjecting them to the same degrading treatment as US citizens and by turning them all into suspected terrorists, the European Commission has been trying to make life miserable for all Europeans. The “EU” is well on the way to becoming just as nasty a police state as the US.

Needless to say, most Europeans are not afraid of terrorism. It is not a problem, neither in Europe, nor in the US. Both in Europe and the US, terrorism is basically a figment of the imagination. Osama Bin Laden (who I believe has just been declared dead for the Nth time), is a kind of Santa Claus, but who brings explosives, not presents. And just like Santa Claus is a messenger boy who brings presents really bought by someone else, Osama is doing somebody else’s work. Santa has a white beard, Osama has a black beard. Europeans are no great believers in Santa Claus, nor are they great believers in Osama. Still, great efforts are being made to turn them into believers. With scant results. That is hardly surprising. Most Europeans also do not believe strongly in Europe.

Really, WHAT is the point of voting for a toothless parliament, whose members often have given themselves no other task than picking up their paycheck and a handsome expense account. One can hardly blame them, since they have no real political power. The moral corruption of the European Parliament is not surprising: it is the result of the fact that MEP’s have no power, influence and prestige.

Most MEP’s are mediocre or exhausted national politicians who have accepted political death and social insignificance in exchange for money, lots of money. According to some reports, an MEP who manages his affairs well, can become a millionaire within a couple of years. No wonder the European Parliament is a bunch of scheming opportunists.

Of course, there are some well-intentioned candidates standing for election. There are even some new parties full of good intentions of bringing about accountability and transparency. One of these is Libertas, a truly European party. However, one of their candidates, Eline van den Broek, has recently stated that torture is a necessary tool for state security!

She may be only 24 years old and she may be just a political scientist, but it is still incredibly shortsighted, if not downright stupid to make such a statement. A state that allows torture for some will in the end apply torture indiscriminately to anybody. Even if she has not learned that during her political science lessons, she ought to have come to this insight by herself.

But why bother? Since the European Parliament has no power, the parliamentary elections are really pointless.

Most Europeans do not identify with Europe in the first place. Their identification with the nation state is also becoming more and more precarious. Anger, resentment and discontent are often focused on the new groups of immigrants. These immigrants, mostly recruited from the underprivileged rural class in the remoter areas of Morocco and Turkey, are being pampered in every imaginable way. They are often lavishly subsidised, they often misbehave but are left undisturbed by the police and whoever dares criticise them is immediately branded a racist.

What few people seem to realize is that the national governments (especially those of Britain, the Netherlands, Belgium, Germany, Austria, France) actually are using these immigrants to sow discord amongst the citizens. Native Europeans are being made afraid, unsafe and insecure on purpose. Their governments want them to be afraid, because that way they can avoid losing what is left of their legitimacy. Fear has always been a great way to control the population. That is why European governments want their citizens to be afraid.

The effect of the various “EU”, US-dictated and national policies on Europe’s political, cultural and social traditions is devastating. Even urban life in Europe has been traditionally based on trust, not on rules. Rules are king in the Anglosaxon parts of the world (including Britain and the US).

Most pernicious of all European policies will prove to be the use of fear as a political instrument. So far it would seem to be creating the desired results, most importantly the surprising docility of the general public. However, the politics of fear that have been determining European life during the past decade will eventually
destroy Europe’s social fabric. I am afraid reconstructing what is now being destroyed will prove to be far beyond the capabilities of Europe. In comparison, post-1945 reconstruction will turn out to have
been a piece of cake.

Fonte: Pravda.ru