Che fine ha fatto Ron Paul?
di Francesco Gualtieri
Chi ha seguito un pò le vicende della corsa dei candidati repubblicani e democratici per le presidenziali americani sa che tutto la campagna elettorale di queste primarie si è basata sull’impatto mediatico.
Il grande eco che in europa hanno avuto Hillary Clinton e Barak Obama, i candidati democratici, ha oscurato le vicende interne al partito repubblicano.
La vittoria di McKein su Huckabee non è stata vissuta con una certa disattenzione, non considerando che il partito repubblicano, come partito uscente da due mandati consecutivi con Bush, è ancora la realtà politica più forte.
La storia delle primarie repubblicane ha infatti vissuto dei momenti di preoccupante buio informativo, l’addio di Rudoph Giuliani prima del rush finale è stato l’unico evento che un pò ha risvegliato il torpore della stampa internazionale.
Ma c’è qualcosa che in italia non è arrivato, è la storia di Ron Paul, un candidato alle primarie repubblicane.
Ron Paul, politico di ispirazioni libertarie, è membro pluridecennale del congresso ed è sempre stato visto come il mr no della politica repubblicana perchè ha sempre strenuamente difeso i principi costituzionali.
E’ stato il candidato che ha avuto meno spazio dalle grandi emittenti nord americane e che paradossalmente ha avuto il maggior numero di visite via internet, basando la propria campagna non sul finanziamento delle lobby, come avviene per gli altri candidati, ma sul contributo volontario individuale.
Un metodo che ha funzionato visto che in un solo giorno, il 5 novembre 2007, è riuscito a raccogliere più di 5 milioni di dollari.
Eppure dai media Ron Paul non è mai stato qualificato come possibile rivale dei due mostri sacri Huckabee e McKein, forse proprio perchè il suo sistema di finanziamento, svincolato dalle lobby, gli permetteva per la prima volta di esprimere dei contenuti assolutamente innovativi.
Ron Paul poteva essere il primo presidente americano che non dovesse rispondere a interessi privati nelle sue scelte politiche.
Il suo programma politico infatti era incredibilmente originale rispetto agli altri: contrario alla guerra, contrario alla politica della lobby dei farmaci, disinteressato al mainstream mediatico, fu l’unico durante la sua carriera politica a dar fastidio al cartello bancario che tiene in mano la politica economica americana, proponendo un disegno di legge che abolisse la Federal Reserve Americana.
L’unico a proporre concretamente un disengo di legge simile fu Kennedy pochi mesi prima di essere ucciso.
Gli eventi elettorali di Paul sono stati più che sospettabili di illeicità, partendo dalle primarie del New Hampshire fino al mancato invito ai dibattiti televisivi.
Eppure i suoi video sono i più visti di YouTube, i suoi congressi sono i più affollati, ed è stato l’unico candidato repubblicano con i sondaggi in continua ascesa.
Solo che non l’hanno calcolato, come si dice.
Non hanno fatto il suo nome, non hanno voluto che fosse nemmeno in gara. Perchè lo temevano.
La democrazia è sempre più un gioco di pochi interessi, mentre chi davvero vuole rappresentare l’innovazione, la trasparenza, la qualità ideologica della politica verrà sempre oscurato dal circo mediatico e dai suoi padroni che, spesso, sono gli stessi che comandano chi comanda.
Fonte: altranotizia.splinder.com
